Un “bridge” che unisce
Due suoni che intereferiscono fra loro generano un nuovo suono. Immaginiamo per un attimo che essi siano prodotti da due strumenti musicali: una chitarra ed una batteria. Se quella chitarra si chiama “relatività“, e se quella batteria si chiama “meccanica quantistica“, la traccia musicale risultante altro non è che un “ponte” (brigde) che li unisce. Ma se invece di suoni fossero sorgenti elettromagnetiche bipolari, e se invece di una traccia musicale spuntasse fuori un fotone, ecco che la Teoria di Bridge (link) sarebbe pronta sul vostro tavolo per essere letta.
La teoria di bridge è una teoria formalizzata dal fisico Massimo Auci nel 1999 tramite un lavoro dal titolo molto ambizioso: “An approach to unifying classic and quantum electrodynamics [Auci, DeMatteis]” (link ADS) pubblicato sull’ International Journal of Modern Physics. L’approccio ha del rivoluzionario: vedere i fenomeni quantistici dal punto di vista dell’elettromagnetismo classico, guardandoli con gli occhi di un osservatore locale in scala microscopica. Risultato inaspettato: la previsione della cosidetta costante adimensionale di “struttura fine“, un ponte che mette in relazione le principali costanti fisiche dell’elettromagnetismo.
Di questo e di molto altro ne parleremo sabato prossimo a Caccia al Fotone insieme al prof. Massimo Auci, docente di Fisica e Matematica, vicepresidente di OdisseoSpace, e sopratutto, padre della teoria. I suoi lavori li potete leggere periodicamente su Gravitazero, dove potrete richiedere gratuitamente l’e-book “Oltre la frontiera Quantistica” .
QUANDO e DOVE
Sabato 13 dicembre 2008 – Ore 10:30 – Caccia al Fotone -
Radiocitta’fujiko – 103,1fm – Bologna
PER COMUNICARE
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MUSIC OF THE WEEK: The singletons
Track 1: Finalist Song
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