Secondo le stime più accreditate, esisterebbero nel nostro cervello più di100 miliardi di neuroni. Un numero da capogiro, se pensiamo a quante connessioni essi realizzano in brevissimi intervalli di tempo, e a quante operazioni essi eseguono contemporaneamente (e in parallelo) le une alle altre. In fondo questo fa parte del fascino della nostra mente, e contribuisce ad arricchire di mistero l’organo più importante del nostro corpo. Una domanda su tutte: come si fa a schematizzare e/o rappresentare un insieme di connessioni così ramificate?
Era il 9 febbraio 2009, e dopo una storia di sofferenze durata ben 17 anni, la vita di Eluana Englaro si spense nella casa di riposo “La Quiete” nella città di Udine. La sua esistenza, dopo l’incidente stradale avvenuto il 18 gennaio 1992, prese una piega particolare e simbolica, e le battaglie per una “dolce morte” realizzate dal coraggioso padre Beppino diventarono di importanza nazionale, sviluppando così un dibattito sociale e politico sul cosidetto testamento biologico. Chi deve decidere del proprio corpo? Come coniugare la necessità per un medico di curare e mantenere in vita il paziente con la volontà da parte di un malato in stato vegetativo di interrompere le cure?
nel corso degli anni, come gli ascoltatori del fotone sapranno, lo studio e le conoscenze delle malattie neurodegerative sono aumentate a dismisura. un tempo infatti si pensava che il cervello fosse un organo altamente dinamico ma strutturalmente costretto a interrompere la sua crescita e la sua rigenerazione. ora invece, attraverso lo studio delle cellule staminali neurali, la ricerca biomedica è arrivata alla conclusione che il cervello è capace di autorigenerarsi in maniera autonoma. sfuttando il potere delle staminali quindi, in linea del tutto teorica, è possibile indurre all’autocura zone del cervello danneggiate da malattie come sla, parkinson e alzheimer. solo un’idea? e se invece di essere una semplice idea fosse una pratica capace davvero di ricreare sinapsi e tessuti danneggiati?
l’epilessia è, forse, una delle malattie più infide che ci siano in circolazione. è causata da scariche elettriche provenienti dalle nostre cellule nervose (i neuroni), e si manifesta attraverso delle brevi o intense “crisi epilettiche” caratterizzate da scosse muscolari chiamate convulsioni. non è facile conviverci, e la medicina attuale, nella maggior parte dei casi, non riesce a curarla, bensì a controllarne soltanto i suoi effetti. in una piccola parte dei soggetti (5%) però, non sembrano esserci cause chiare e fattori tipicamente scatenanti (traumi, infarti o ischemie). l’ipotesi è quindi che, in quel 5% dei casi, le ragioni si possano individuare chiaramente e che siano espressamente genetiche. questa epilessia ha un nome e (probabilmente) un’origine: si chiama epilessia idiopatica ed è dovuta, secondo un recente studio, alla mutazione del gene TBC1D24.
la medicina è una scienza molto delicata. non solo perchè analizza e studia il corpo umano (sistema complesso per antonomasia) ma anche perché investe la salute di tutti noi. le patologie sono tante e, come noto, di non sempre facile cura. per identificare una serie di step indispensabili a curare un certo tipo di patologia esistono le cosidette linee guida, dei vademecum molto utili a cui poter fare costante riferimento. ma chi controlla che le linee guida siano efficaci? chi controlla che non ci siano conflitti di interessi fra chi stila le linee guida e chi le utilizza? il sistema grade sembra rispondere positivamente a tutte queste domande.
noi la festa della donna la festeggiamo così: la festeggiamo dimostrando (scientificamente) che le donne hanno una marcia in più dell’uomo. non è vetero femminismo in stile sessantottino, ma una ricerca apparsa sulla rivista neuropsycologia che analizza le differenze di comportamento dei neuroni specchio nel cervello maschile e nel cervello femminile. dall’analisi compiuta su 23 studenti universitari di entrambi i sessi, alla visione di un concetto incongruente, sembra che l’attivazione del sistema specchio avvenga prima nel gentil sesso (dai 170 ai 200 millisecondi) piuttosto che nell’uomo (dai 450 ai 600 millisecondi)
per chi segue i tweets del fotone (yeah it’s me!) si sarà accorto che, girando qui e li’ nei link, uno degli ultimi segnalati si riferiva ad una ricerca italiana apparsa su brain a fine gennaio. non capita spesso, ma in questo paper si parla di una delle peggiori malattie neurodegenerative che si conoscano: la sclerosi laterale amiotrofica. negli occhi, nella testa e nel cuore, abbiamo ancora stephen hawking seduto sulla sua sedia a rotelle che rispondeva alle nostre domande. era il caso allora di tornarci su, sopratutto perchè in questa ricerca si analizza il ruolo della mutazione della proteina spatacsina, e si correla la responsabilità di spg11 sia nell’insorgenza della forma giovanile di sla che dell’insorgenza della paraplegia spastica ereditaria. malattie genetiche differenti, eppure una sola causa scatenante?
i disturbi del comportamento alimentare. quando si discute di questo argomento, si rischia sempre di cadere in alcuni errori: considerare la questione come stupida, non interessante e poco stimolante, trattare l’argomento con superficialità e leggerezza, immettere nella discussione vari luoghi comuni per inquadrare il disturbo dal punto di vista sociologico. eppure i cosiddetti dap non possono essere presi sottogamba. anche se li volessimo associare solo ad un fenomeno prodotto dalla nostra società dell’immagine, i dap intersecano non solo la psiche, ma anche e sopratutto la vita stessa della persona.
qualche giorno fa è andata in onda in parlamento una delle pagine più squallide di questa legislatura. il disegno di legge sull’omofobia – meglio noto come legge concia – è stato affossato per un pugno di voti. noi, che non ci occupiamo di politica, abbiamo però deciso lo stesso di trattare questo argomento, ma dal punto di vista scientifico. è un pò di anni che si sente discutere l’intera comunità scientifica se ci sia o no un’origine genetica dell’omosessualità. ma quali punti di verità ci sono, e quanti invece sono invece i punti di propaganda?
- Io ce l’ho piu’ grande del tuo.
- Si, ma il mio e’ piu spaziale, ed il tuo invece e’ solo emotivo.
- Credimi, il mio e’ piu’ corporeo.
- E tu che ne pensi del mio che e’ sociale?
No… non siete ad onde libertine e non avete sbagliato trasmissione. Questa e’ Caccia al Fotone, e quello di cui parlavano i protagonisti della simpatica discussione era il cosidetto QI, ovvero il Quoziente di Intelligenza. Diversi tipi di intelligenza, diversi tipi di Q.I. Ma, alla fine, esiste l’intelligenza? E se esiste, come facciamo a definirla? Una sola intelligenza, o piu’ intelligenze correlate? E il cervello che funzione ha? Ogni capacita’ intellettiva agisce se’ stante, oppure si fondono insieme? Ma anche… neuroni solitari, o neuroni a specchio?