Archivio
la mia risposta è che non lo so
nella settimana di raiperunanotte, abbiamo deciso di tornarci ad occupare di comunicazione scientifica. ci abbiamo pensato molto, anche perché non è per nulla scontato che questo sia un argomento di interesse per voi ascoltatori. ma noi partiamo sempre da uno stesso principio: parlare del come, del quando e del perchè si comunica la scienza crea gli anticorpi per comprendere, e quindi creare, un giornalismo partecipativo dal basso. scientifico, in questo caso. parleremo dell’annoso dibattito fra il pest (public engagement in science and tecnology) ed il pus (public understanding of science). e ci domanderemo se la scienza stia diventando più elitaria del passato, e quindi ancora più difficile da comunicare.
Pandemia si, ma con riserva
Allarme pandemia. Il virus colpisce l’europa. L’OMS dichiara lo stato di allerta. Siamo in fase 6. Questi sono solo alcuni dei titoli che nei scorsi giorni sono apparsi sulle maggiori testate dei giornali. Sembra che l’A/H1N1, più che una semplice influenza diffusa a livello pandemico, sia in realtà una specie di flagello divino che sta colpendo e colpirà tutti gli 8 miliardi di abitanti presenti su questo Pianeta. Andando a spulciare fra i vari monitoraggi forniti sul sito dell’ECDC ci si accorge che lo sviluppo è si realmente pandemico, ma, al livello attuale, i tassi di mortalità sono molto bassi, e non dovrebbero destare alcun pericolo. Viene il dubbio che, allora, sia tutta una nuova bolla mediatica.
qualche settimana fa la commissione europea, con una decisione inaspettata, ha deciso di bandire le storiche 


