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s06xe189 – E su marte vita sia!
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C’era una volta un mare. Quel mare era caldo, ricco di elementi, ed accogliente. Quel mare un giorno incontrò una cometa. Fu amore a prima vista. La cometa rilasciò parte di sè in quel mare, e lui ricambiò crescendo e nutrendo quei piccoli germogli di vita. Da quei piccoli germogli naquero le 4 basi azotate chiamate adenina, guanina, timina e citosina, si legarono ad alcuni pezzi di zucchero, e nacque finalmente la vita come noi la conosciamo con la formazione delle prime molecole di DNA. Non sapremo (forse) mai se questa storia d’amore sia davvero andata così, ma il tentativo della bioastronomia è proprio questo: capire in che modo e con che tempi si sia sviluppata la vita sulla terra, per capire con che modelli studiare la sua comparsa su pianeti esterni alla Terra. Ma dove? ![]()
una coppia di fotoni è per sempre
non è la prima volta che parliamo di informatica quantistica qui al fotone. se vi ricordate nel passato si è parlato non solo del concetto del qubit (pacchetto di informazione quantizzata trasferito a velocità relativistiche) ma anche di circuiti optoelettronici da cui sfuggivano particelle denominate eccitoni. i paradigmi però lentamente stan cambiando. in un paper uscito su nature qualche giorno fa si dimostra la possibilità di poter realizzare computers quantistici utilizzando le sovrapposizioni di stati. detta in termini più semplici, invece di far partire una informazione (quantizzata) per volta, ne posso far partire due (identiche) e cercare di sovrapporre il contenuto e il percorso. in altre parole: la quantum walk.
tutti a casa. forse
è proprio vero che al peggio non c’è mai fine. qualche giorno fa, il mondo della ricerca è stato scosso da un vero e proprio terremoto. nulla di ufficiale ancora, ma secondo i rumors, ed in particolare secondo una bozza di decreto legge circolante in rete (qui per leggere il testo completo), il nostro caro ministro tremonti sta per affossare definitivamente quello che già molti governi prima di lui avevano provato a distruggere. gli enti inutili in fase di eliminazione sono, per citarne solo alcuni: l’istituto nazionale di alta matematica (indam), l’istituto nazionale di astrofisica (inaf), l’istituto di oceanografia (ogs) e dai rumors anche quello di geofisica e vulcanologia (ingv). ma c’è dell’altro? forse…
pubblica… o muori
il mondo della ricerca lo sa perfettamente. pubblicare e non essere citati, o pubblicare poco, o pubblicare in un filone poco “cool” della scienza equivale ad una morte professionale. il metodo con cui si valuta il “peso” di uno scienziato, o il lavoro di un intero gruppo di ricercatori, è il numero di ricerche ed il valore positivo che viene dato ad esse. si entra così in un circolo vizioso per cui le ricerche a cui viene dato un valore positivo sono soltanto quelle che confermano, che aggiungono o che tolgono poco alle precendenti. ma è sempre vero che pubblicare tanto equivale a pubblicare risultati realmente positivi? inoltre: siamo certi di poter assegnare un valore positivo alle ricerche che oggi ricevono un valore positivo? una ricerca pubblicata su plosone qualche giorno fa pone qualche dubbio alla comunità scientifica.
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133: ovvero l’orizzonte degli eventi
I fatti sono che:
1. si tagliano 245 milioni di euro all’universita’ italiana
2. le si impone di diventare una fondazione
3. si blocca il turn over al 20% dei nuovi assunti
4. si buttano fuori i precari della ricerca
Siamo arrivati all’orizzonte degli eventi, quel limite fisico al di la’ del quale la materia ritorna energia, si disintegra, e finisce in un punto di singolarita’ da quale non potra’ mai piu’ uscire. Un’intera nazione nei giorni scorsi si e’ fermata per protestare contro il decreto 133/2008 denominato anche “decreto Gelmini“. Un decreto che rischia di minare alle basi l’universita’, la ricerca, ma sopratutto le vite di coloro che hanno dedicato un’intera vita ad accrescere la cultura propria e del nostro paese. Un decreto che viene solo dopo pochi giorni l’emendamento “ammazza precari” del ministro Brunetta



