Storia

Ammetterò come empirico, o scientifico, soltanto un sistema che possa essere controllato dall’esperienza. Queste considerazioni suggeriscono che come criterio di demarcazione (tra scienza e non-scienza) non si debba prendere la verificabilità bensì la falsificabilità di un sistema…

Karl Popper, epistemologo


Caccia Al Fotone
è un format radiofonico di comunicazione scientifica. Il suo progetto nacque nel 2005 (Anno Internazionale della Fisica) quando Radio Città Fujiko, storica emittente bolognese, decise di dedicare parte del proprio palinsesto alla scienza nelle sue molteplici sfaccettature. Si cominciò provando a testare l’interesse del pubblico per gli argomenti come fisica, astronomia, genetica e biotecnologie. Il progetto continuò con approfondimenti vari sulle fonti di energia rinnovabile, con 4 speciali sull’energia nucleare, e con una trasmissione dedicata alle cellule staminali in occasione del referendum del 12 e 13 giugno 2005. Le iniziative della prima Scienza in Piazza (organizzata dalla Fondazione Golinelli), Cronobie, e di Biopop, ci resero ancor più consapevoli di quanto fosse necessario introdurre la scienza anche in una radio principalmente politica su una piazza come Bologna. Nacquero così le Pillole Scientifiche che cominciarono a esplorare la scienza a 360 gradi nei suoi aspetti più ludici, e, in seguito, L’Almanacco Della Scienza.

E così, dopo un pò di prove, in occasione dello storico trasferimento della sede radio da Via Masi a Via Paolo Fabbri 110, presso il Media Center Vag61, la radio inaugurò Caccia al Fotone. Venne dato il sottotitolo di Intrattenimento Scientifico (poi modificato nel corso degli anni come Scienza e Dintorni) per dar l’idea che la scienza è sopratutto gioco e scoperta, piuttosto che una disciplina chiusa nelle torri d’avorio e inaccessibile ai più.

Il significato del nome “Caccia al Fotone” parte dall’idea che un viaggiatore interstellare (lo chiameremo “beta”) in corsa alla velocità della luce , per quanto si sforzi, non riuscirà mai a raggiungere il primo fotone (lo chiameremo “alfa”) partito 13,5 miliardi di anni fa. Alfa e beta, per noi, sono le due facce della stessa medaglia. E’ questo il significato più bello della scienza: la sua capacità di porre domande, e l’estrema (e bellissima) difficoltà di raggiungere la/le risposta/e ultima/e.

La tipologia di approccio alla scienza è abbastanza didattica. Nella prima parte della trasmissione si cerca di analizzare gli aspetti centrali dell’argomento, e, in seguito, si cerca di analizzarne gli ultimi sviluppi sui quali l’interesse del pubblico è inevitabilmente più elevato. Il tentativo quindi è quello di provare a testare nuove forme nuove di comunicazione scientifica, divertenti, didattiche, ed al tempo stesso rigorose, ma senza per questo svendere la scienza come son soliti fare i media generalisti.

Il primo anno (stagione 2005/2006), l’ideatore ed il conduttore della trasmissione, Fabio De Sicot, cominciò a testare un format nuovo con all’interno varie rubriche di volta in volta diverse, ed un argomento centrale sviluppato nella sua interezza. Nacquero così le rubriche delle news scientifiche (un gr della scienza), leggere e navigare la scienza (con la recensione dei libri/siti web di argomento scientifico), gli appuntamenti scientifici, la rubrica futuri (ancora in onda in radio) curata dall’amico Daniele Barbieri, e i rudiquiz curati dai RudiMathematici. Il secondo anno (stagione 2006/2007) la redazione si arricchì  di tre nuove presenze: Stefania Varano, Marco Pinelli ed Enrico Maraffino. Nel terzo anno (stagione 2007/2008) invece si tornò all’antico, con la sola presenza di Fabio De Sicot. Nel quarto anno (stagione 2008/2009) il format cambiò, si ridusse da 55 minuti a 25 minuti, rendendo così piu’ leggero l’ascolto, e spalmando tutte le rubriche nel palinstesto settimanale di Radiocitta’fujiko.

Nel quinto anno (stagione 2009/2010), la trasmissione ha raggiunto una sua tanto desiderata maturità, con un gruppo nutrito e fidelizzato di ascoltatori, una sua newsletter, un suo podcast, e col suo ingresso sui social network (facebook, twitter, anobii, e flickr), le sue interviste cominciano a viaggiare anche in spazi nuovi e diversi da quelli bolognesi.

Numerose sono state le presenze in trasmissione: da Margherita Hack a Piergiorgio Odifreddi, da Carlo Flamigni a Giorgio Celli, da Gianni Silvestrini a Renzo Davoli, da Gabriele Veneziano a Edoardo Boncinelli, a finire con l’illustre cosmologo Sthephen Hawking .

Piccola postilla finale.
Tutto questo è fatto senza scopo di lucro (per hobby insomma). Ci diverte parlare di scienza, ci diverte far ascoltare le voci di chi la scienza la fa e la respira, ci diverte giocare a fare i giornalisti seri, ci diverte analizzare i dettagli anche poco esplorati delle ricerche scientifiche. Buon ascolto quindi e… buona scienza a tutti!

La trasmissione chiude nel maggio del 2011 con la puntata #200. Tutto l’archivio in formato ogg resta on-line per il download

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