Ormai è difficile trovarli nei supermercati, perché sono stati da tempo sostituiti con i più banali contenitori a forma di parallelepipedo, ma anni fa i contenitori di cartone del latte erano tutti a forma di tetraedro, tant’è vero che l’azienda proprietaria del brevetto ha nel marchio di fabbrica il richiamo al solido platonico. La cosa interessante è che spesso questi contenitori non sono perfettamente tetraedrici, eppure, se considerate il centro del solido e due vertici qualsiasi, dovreste accorgervi facilmente che sono complanari, ossia sono tutti sullo stesso piano. Quali tetraedri irregolari (l’espressione è una contraddizione in termini, ma ci siamo capiti…) hanno la stessa caratteristica? [...]
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In uno dei due rami del Tevatron, l’accelleratore di sincrotrone presso il Fermi National Accelerator Laboratory sono spuntati fuori, non si sa come, dei muoni [...]
Se paragonassimo la terra ad una cipolla, troveremmo una parte interna e compatta che chiameremmo nucleo. Poi troveremmo una parte semisolida che chiameremmo mantello. E poi, sempre più su, una parte rocciosa che chiameremmo crosta. Ma sia la costa oceanica, sia la crosta continentale, galleggiano come delle zattere sopra il mantello, il quale, con i suoi moti convettivi, spinge un pò qua e un pò là le varie placche tettoniche. Stiamo parlando, in parole semplici, del fenomeno della tettonica a zolle, che lentamente ma costantemente, trasforma la terra nel pianeta variegato e dinamico che noi conosciamo. Ma quando una placca (come quella europea) viene a contatto con un’altra placca (come quella africana) ecco che si generano alcuni fenomeni.
Il 30 giugno 1908 qualcosa esplose sopra Tunguska, nella Siberia Centrale. Nei passati novant’anni questo catastrofico evento ha ispirato una pletora di investigazioni scientifiche. Nonostante molte scoperte interessanti, ci sono ancora delle sostanziali questioni aperte ed inconsistenze circa le teorie e i dati disponibili. Tra i molti diversi effetti, l’esplosione di Tunguska ha prodotto onde d’urto (shock waves) che sono state registrate dai sismografi in diversi siti. I dati sulla fonte d’energia sono consistenti con l’ipotesi di un’esplosione in atmosfera a un’altezza di circa 8.5 km.
Cosi’ cominciava un articolo scientifico del dott. Paolo Farinella nel 1999 in cui si parlava proprio di questo argomento: la “Catastrofe di Tunguska”. Da studi fatti sulla dinamica del fenomeno si capisce che il corpo cosmico esplose tra i 6 e gli 8 chilometri di altezza. Questo è suffragato anche da testimonianze oculari di allora, che furono raccolte da Leonid Kulik, uno scienziato di San Pietroburgo, e da un cratere (oggi noto come lago Cheko) ritrovato nelle vicinanze dell’evento.