Era il 1941 e il fisico Werner Heisenberg (suo il famoso “principio di indeterminazione”), a capo del progetto nucleare tedesco, fa visita al suo antico maestro, il danese Niels Bohr. Nessuno capì realmente il significato di quel viaggio. Forse Heisenberg stava cercando un’assoluzione? Forse stava invitando il suo vecchio maestro a partecipare al programma nucleare tedesco? O forse stava cercando un metodo per sottrarsi alla costruzione del “peccato originale della scienza” (come ebbe a dire Oppenheimer)?











